Tarsila do Amaral, l’anima “antropofaga” brasiliana su tela

Tarsila do Amaral, l’anima “antropofaga” brasiliana su tela

Nella sua terra Tarsila do Amaral è conosciuta semplicemente come Tarsila, la donna che ha guidato il movimento artistico modernista negli anni ’20. Una vera istituzione per il Brasile tanto che il suo quadro più importante, Abaporu, può essere considerato una sorta di Mona Lisa del Brasile, un quadro iconico e fortemente rappresentativo.

Il suo stile pittorico viene spesso definito antropofago (da “antropofago”, che significa “nutrirsi di carne umana”). Come delineato nel Manifesto antropofago, scritto dal marito di Tarsila, Oswald de Andrade, sosteneva il “cannibalismo culturale”, uno stile di opere moderne che simbolicamente “consumava” e trasformava gli standard culturali europei.

Corpi nudi, ritratti in forme astratte, parossistiche, in dialogo con la natura circostante, colori vividi: così appaiono le sue tele. Se “A Negra”, realizzato quando Tarsila era ancora in Francia ricordando una domestica conosciuta durante la sua infanzia, “Abaporu” reimmagina un bagnante attraverso un vocabolario estetico brasiliano, “Antropofagia” raffigura l’esuberanza del paesaggio brasiliano: due corpi si stagliano sullo sfondo di un paesaggio naturale tropicale, il sole è fatto a spicchi, una delle due figure intrecciate.

tarsila do amaral brasilian artist

Abaporu, 1928. Photo: © Tarsila do Amaral Licenciamentos

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Anthropophagy (Antropofagia), 1929. Photo: © Tarsila do Amaral Licenciamentos

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Postcard (Cartão-postal), 1929. Photo: © Tarsila do Amaral Licenciamentos

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A Negra, 1923. Photo: © Tarsila do Amaral Licenciamentos

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